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Tosatura del cane: quando è davvero necessaria e quando invece può fare più danni che benefici

📅 10 Agosto 2026✍️ di Giorgio Branzini⏱️ 5 min di lettura

La tosatura del cane è uno di quei temi su cui mi trovo spesso a discutere con i proprietari, soprattutto quando arriva il caldo. C’è chi crede fermamente che privare il proprio cane del pelo sia un sollievo garantito per l’estate, e chi invece sostiene categoricamente il contrario. La verità, come al solito, sta nel mezzo. In questi anni da dog-sitter e durante l’affiancamento con gli addestratori, ho visto sia benefici che danni reali causati da tosature mal pensate. Quello che ho imparato è che non esiste una risposta universale: dipende dalla razza, dal tipo di mantello e dalle esigenze specifiche del vostro cane.

Quando la tosatura è effettivamente utile

Ci sono situazioni in cui tosare il cane ha un senso reale. I cani con mantello a doppio strato, come il Labrador Retriever o il Golden Retriever, non dovrebbero mai essere tosati rasati. Ma una spazzolatura profonda per rimuovere il sottopelo morto? Quella sì, e molto. Ho seguito un Golden di quattro anni a Roma che, durante la primavera, perdeva così tanto pelo da lasciare nuvole di ovatta ovunque. Dopo una toelettatura professionale con stripping (la rimozione selettiva del sottopelo), il cane stava meglio, non soffocava di calore e la casa tornava pulita.

I cani con mantello continuo, come Barboncini, Maltesi e cani da circo, traggono beneficio dalla tosatura regolare. Non è una questione solo di comfort: questi cani hanno pelo che cresce continuamente e, senza manutenzione, finiscono con nodi e infezioni della pelle. Ricordo una signora a Napoli che aveva un Barbone e lo portava dal toelettatore ogni sei settimane. Il cane era pulito, asciutto, felice. Zero problemi di otiti, zero irritazioni.

La tosatura diventa necessaria anche in caso di condizioni mediche specifiche. Un cane con dermatite allergica trarrà beneficio da una tosatura che faciliti la pulizia e l’applicazione di creme terapeutiche. Stessa cosa per chi ha subito ustioni solari o ha lesioni da affrontare.

Perché rasare un Husky o un Pastore Tedesco può essere controproducente

Ecco dove mi infurio spesso, e non nascondo l’irritazione. Ancora mi capita di vedere proprietari che portano razze nordiche completamente rasate al primo caldo. Non funziona così. Questi cani hanno un mantello a doppio strato progettato biologicamente per isolare: protegge dal caldo come dal freddo. Quando lo rimuovete completamente, fate due danni contemporaneamente.

Il primo danno è solare: il cane rimane vulnerabile alle ustioni, specialmente sul dorso e le orecchie. Il secondo è termico: senza il sottopelo che regola la temperatura, il cane soffre il caldo ancora di più. Ho visto un Husky completamente tosato sudare in modo allarmante durante una passeggiata a luglio, mentre suo fratello non tosato stava benissimo all’ombra.

Inoltre, il pelo ricresce male dopo una tosatura totale. Spesso torna più ispido, meno fitto, meno funzionale di prima. La ricrescita può durare mesi, e nel frattempo il cane è esposto a insetti, sporco e irritazioni. Un mio cliente aveva un Pastore Tedesco che era stato tosato l’estate precedente, e per tutto l’autunno e l’inverno il mantello non ritornò alla normalità.

Gli errori più comuni che vedo sul campo

Il primo errore è confondere i tempi. Una tosatura per pulizia, a cui io sono favorevole per alcune razze, non è la stessa cosa di una tosatura estiva “anti-caldo”. La prima mira a mantenere il mantello sano e pulito. La seconda è un’illusione che crea più problemi.

Secondo errore: affidarsi a persone non qualificate. Una tosatura fatta male può causare irritazioni, tagli, traumi psicologici nel cane. Ho visto toelettature disastrose che hanno fatto sviluppare una vera e propria fobia nei cani nei confronti del toelettatore. Investite su un professionista bravo, non sul risparmio.

Terzo errore: tosare in estate inoltrata, quando il caldo è già ai massimi. Se proprio dovete farlo, fatelo a inizio stagione, così il cane ha tempo di sviluppare una ricrescita che lo protegga. E soprattutto, continuate con le spazzolature regolari: quella sì che aiuta davvero il cane a stare fresco senza compromettere la sua protezione naturale.

Mi è capitato recentemente una proprietaria che mi ha confessato di aver tosato il suo Cocker Spaniel completamente rasato a inizio giugno. Poi, a metà luglio, si è resa conto che il cane non stava affatto bene: perdeva pelo a brandelli durante la ricrescita, aveva la pelle irritata, e quando piove gli si gonfia il mantello in modo bizzarro. Ci vorrà almeno sei mesi per tornare alla normalità.

Soluzioni alternative che funzionano davvero

Se il vostro cane soffre il calore, le tosature drastiche non sono l’unica soluzione. La spazzolatura quotidiana o a giorni alterni rimuove il sottopelo morto e migliora la circolazione dell’aria. Un ventilatore in casa, accesso a zone d’ombra, abbondanza di acqua fresca: questi fattori contano più della tosatura.

Anche i tempi delle passeggiate cambiano tutto. Portare il cane fuori all’alba e al tramonto, evitando le ore più calde, riduce lo stress termico senza dover ricorrere a estreme. Ho visto proprietari di Bassotti, cani che soffrono il calore, che risolvevano completamente il problema semplicemente organizzando le uscite diversamente.

Se tosare è necessario, affidatevi a professionisti che conoscono la razza e il mantello del vostro cane. Un buon toelettatore farà una tosatura funzionale, mantenendo lunghezza e protezione, non un’eliminazione totale. E comunque, rimandate alla primavera o all’autunno, non all’estate piena.

La lezione che ho imparato nel corso degli anni è semplice: il mantello del cane non è un capriccio estetico, è un sistema biologico che serve a proteggere e regolare. Tosare sì, ma con consapevolezza, non per comodità nostra. Il vostro cane vi ringrazierà.

Giorgio Branzini

Giorgio ha vissuto tra Roma e Napoli, facendo il dog-sitter e seguendo addestratori esperti durante le ore libere. La sua esperienza pratica si riflette nei suoi articoli, ricchi di aneddoti su cucciolate vivaci e cani difficili, con particolare attenzione alle relazioni tra umani e animali.

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