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Cani e caldo: quali razze soffrono meno le alte temperature e perché fanno la differenza d’estate

📅 21 Agosto 2026✍️ di Giorgio Branzini⏱️ 5 min di lettura

Vivo tra Roma e Napoli da anni, con guinzagli nello zaino e bottigliette d’acqua sempre a portata. L’estate qui picchia forte, e non tutti i cani la vivono allo stesso modo. In strada, al parco o in spiaggia vedo differenze nette: c’è chi trotta leggero anche a mezzogiorno e chi, dopo cinque minuti, cerca disperatamente ombra e frescura. Capire quali razze reggono meglio la canicola aiuta a prevenire problemi e a godersi l’estate senza rischi.

Perché alcuni cani reggono meglio l’afa

La capacità di disperdere calore dipende da anatomia e abitudini. Il respiro, più che la sudorazione, è il loro condizionatore: con l’ansimare evaporano acqua dalla bocca e dalle vie respiratorie. Quando l’aria è satura di umidità, però, questo meccanismo perde efficacia: l’Umidità relativa alta rallenta l’evaporazione, anche all’ombra.

Conta poi la struttura del muso: i cani brachicefali (muso corto) hanno meno “superficie” interna per raffreddare l’aria e faticano di più. Al contrario, muso lungo e vie aeree ampie sono un vantaggio. Anche il mantello gioca la sua parte: un pelo corto e rado lascia passare aria e calore corporeo; il doppio pelo fitto isola, utile d’inverno, un problema con 35 gradi. Infine, la massa corporea e la forma: soggetti snelli, con torace profondo e arti lunghi, dissipano più in fretta.

Chiudo con un avviso che ripeto ogni giugno: il rischio di Colpo di calore è reale e rapidissimo. Serve prevenzione, non coraggio.

Le razze che, nella mia esperienza, soffrono meno

Tra i cani che vedo reggere meglio ci sono i levrieri mediterranei e affini: Cirneco dell’Etna, Podenco Ibicenco, Pharaoh Hound. Hanno pelle sottile, poco grasso, muso lungo e orecchie grandi che aiutano la dissipazione. A Napoli, al parco Virgiliano, mi è capitato di recente di seguire un Cirneco che, alle 10 del mattino, camminava sereno a passo costante mentre altri cani già arrancavano. Lo tenevamo su un ritmo basso, frequenti pause e acqua: ha finito la passeggiata fresco come all’inizio.

Bene anche Whippet e Greyhound: sembrano delicati, ma con caldo secco e uscite brevi sono sorprendenti. Anche il Basenji, asciutto e con mantello corto, gestisce spesso meglio di quanto si creda, purché non ci sia troppa umidità e si rispettino le pause. In linea di massima, le razze snelli, a pelo corto e monostrato fanno la differenza in città d’estate, specie se hanno una respirazione efficiente.

Capitolo a parte per le razze nude o quasi nude, come Xoloitzcuintle e Chinese Crested: al caldo stanno bene, ma la pelle è esposta. Vanno protette con ombra, cappottini leggeri e, se indicato dal veterinario, con prodotti solari specifici per cani; mai creme umane allo zinco.

Sorprendono i retriever vicino all’acqua: Labrador e Golden hanno un doppio pelo che li scalda a terra, ma se frequenti laghetti o mare in sicurezza, alternando bagno e ombra, recuperano bene. Sulla terraferma, però, li vedo affaticarsi presto se il sole picchia: vanno gestiti con più cautela di quanto suggerisca il loro entusiasmo.

In confronto, brachicefali come Bulldog Francese, Carlino, Bulldog Inglese, e nordici come Husky e Malamute soffrono molto: li nomino per ricordare che qui la gestione è tutto. Se vivi in città afosa, scegli orari giusti o punti attrezzati. Non è questione di “coraggio”: è fisiologia.

Quando il fisico non basta: comportamento e gestione

La differenza la fa come organizziamo la giornata. A Roma, all’Appia Antica, spesso anticipo le uscite alle 6:30 e torno fuori dopo le 20. In mezzo, solo bisogni rapidi all’ombra. Con cani energici imposto esercizi mentali a bassa intensità: cerca-cibo in casa, annusate guidate, brevi training di autocontrollo. Consumano energie senza alzare troppo la temperatura corporea.

Un lettore mi ha chiesto di un Whippet che tremava al sole. Nulla di strano: i soggetti magri disperdono calore in fretta e, quando passano da ombra fresca a sole diretto, il corpo reagisce. Soluzione: soste graduali, pettorina leggera, acqua a piccoli sorsi e stop appena il respiro si allunga. Gli tremori sono campanello da ascoltare, non da ignorare.

Attenzione all’asfalto: se non tieni la mano posata cinque secondi, è troppo caldo per i cuscinetti. Io passo in parchi, marciapiedi ombreggiati e porto sempre una ciotola pieghevole. Con cani dal pelo chiaro proteggo muso e orecchie con cappellini leggeri o bandane bagnate; con i nudi, controllo quotidiano della pelle.

Errori che vedo ogni estate

  • Radersi il cane a doppio pelo: togli l’isolante naturale e rischi scottature.
  • Uscire nelle ore centrali “solo dieci minuti”: bastano per surriscaldare un brachicefalo.
  • Forzare corsa o bici: quando il cane ansima forte non si allena, si surriscalda.
  • Creme solari umane con zinco o profumi: irritazioni e, se ingerite, rischi seri.
  • Museruole chiuse: usa modelli a cestello che permettono di ansimare e bere.
  • Acqua tutta d’un fiato: meglio piccoli sorsi frequenti per evitare vomito.
  • Nessun piano B: senza ombra o locale climatizzato, la passeggiata salta.

Cosa fare oggi stesso

  • Controlla gli orari: sposta la passeggiata principale all’alba e una dopo il tramonto.
  • Fai il test dei 5 secondi sull’asfalto e scegli percorsi ombreggiati.
  • Porta kit estivo: ciotola pieghevole, acqua, panno in microfibra, spray nebulizzatore.
  • Osserva i segnali: ansimo continuo, lingua larga, barcollamento = stop e ombra.
  • Prepara punti freschi in casa: stanze ventilate, tappetini refrigeranti usati a intermittenza.
  • Allena l’autocontrollo: giochi olfattivi e comandi semplici per “stancare” senza surriscaldare.
  • Per i brachicefali, programma luoghi climatizzati: trasportino pronto e percorso breve.

Un caso reale che insegna

A Posillipo, seguo un Pharaoh Hound pieno di energia. Il proprietario correva anche d’estate, convinto che “lui è nato per il caldo”. Dopo due episodi di affaticamento ho imposto un protocollo: uscite all’alba, niente corsa dopo le 8, acqua ogni 15 minuti, soste programmabili e un tappetino fresco al rientro. Risultato: stesso benessere, zero rischi. Il cane non ha perso forma, anzi ha recuperato voglia di lavorare negli orari giusti.

Scegliere (o gestire) fa la differenza

Se devi scegliere un compagno per la vita in una città calda e umida, orientati su soggetti snelli, a pelo corto, con buona respirazione: levrieri mediterranei, Whippet, Basenji e, dove indicato, razze nude con le dovute protezioni. Se il cane ce l’hai già, conta la gestione: orari furbi, niente eccessi, attenzione all’umidità e un piano d’emergenza. È così che l’estate diventa vivibile per tutti.

Giorgio Branzini

Giorgio ha vissuto tra Roma e Napoli, facendo il dog-sitter e seguendo addestratori esperti durante le ore libere. La sua esperienza pratica si riflette nei suoi articoli, ricchi di aneddoti su cucciolate vivaci e cani difficili, con particolare attenzione alle relazioni tra umani e animali.

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